Pedrosa e Rossi
LAGUNA SECA, l’anno scorso fu la gara della svolta per ROSSI nella corsa al titolo, quest’anno si attendeva una gara all’altezza di quella dello scorso anno, e non è stata da meno. Prima fila LORENZO, ROSSI, STONER ma alla partenza chi sorprende tutti è PEDROSA, scatto incredibile e tutti a rincorrerlo.
ROSSI, LORENZO e STONER si danno battaglia, ma pian piano LORENZO e STONER (malconci dopo cadute in prova) si distaccano da ROSSI che tenta di raggiungere un PEDROSA in stato di grazia e che accumula più di tre secondi di vantaggio.
Come spesso accade, il finale si infiamma, LORENZO si lascia dietro i dolori fisici e si mette ad un folle inseguimento di ROSSI, lo raggiunge, lo passa ma va lungo e ROSSI ringrazia e riprende vantaggio sull’amico/rivale, intanto PEDROSA se ne va anche se all’ultimo giro decide di rallentare, rallenta, rallenta ma all’ultima curva un indomito ROSSI tenta di beffarlo ma non affonda il colpo per non vanificare quello che alla fine è stato un prezioso secondo posto, in fondo la sua corsa è su LORENZO e STONER.
E intanto PEPPORAGNO se ne va, zitto zitto conquista sempre i suoi punticini, e sempre qualcuno in più di chi lo segue, difficile tenergli testa, ci prova SUPERMOTO che però a sua volta deve guardarsi le spalle da PEZZENT PRESIDENT MOTORBIKE, mentre dal quarto posto in giù nessuno riesce a recuperare un solo punto dai primi tre anzi ne perdono tanti e forse troppi per sperare in un rovesciamento della situazione. Tragicomica la situazione di Saverio G., le sue squadre sono in una fase non di discesa, più che altro stanno precipitando, e dopo il meno ventitre di ITALIA1 TEAM settimana scorsa (zero questa), oggi fa segnare un bel meno quindici con il VALENTINO TEAM, complimenti.
L’angolo tecnico di Stefano...
DISTRIBUZIONE DESMODROMICA
La distribuzione desmodromica è un tipo di distribuzione per i motori a quattro tempi, dove viene controllata la corsa d'apertura e chiusura delle valvole di immissione della miscela aria/carburante ed espulsione dei gas combusti dai cilindri; i motori a combustione interna a 4 tempi che utilizzano questo sistema vengono comunemente definiti "desmo".
Il sistema desmo attuale è stato perfezionato dall'ingegnere della Ducati Fabio Taglioni. Ebbe il merito di concretizzare e far funzionare un meccanismo di richiamo delle valvole ideato e portato in gara nei primi anni cinquanta, dalla casa automobilistica Mercedes-Benz.
La Mercedes di Formula 1, con comando valvole desmodromico e iniezione diretta di benzina nel cilindro (tecnica usata da Daimler sui motori a 12 cilindri dei caccia tedeschi della seconda guerra mondiale) esordì nel 1954 a Reims, ne Gran Premio di Francia, con una doppietta ( 1°Fangio, 2° Kling) e vinse successivamente i GP di Germania, Svizzera e Italia. Nel 1955 vinse il Campionato Mondiale di Formula 1, con Fangio, e con il motore 3000 a sei cilindri la Mille Miglia (Stirling Moss, record a 160 di media). A seguito dell'incidente di Le Mans, in cui una Mercedes, a causa di una collisione, finì in tribuna causando una strage di spettatori, a fine anno Mecedes si ritirò dalle corse.
Il nome "desmodromico" deriva dalle parole greche "desmos"=controllata e "dromos"=corsa. Già dal nome, quindi, si intuisce che si tratta di un sistema di distribuzione dove la corsa della valvola è controllata sia durante la fase di apertura che in quella di chiusura.
Nella distribuzione desmodromica la molla che fa rientrare la valvola chiudendo l'apertura del cilindro viene tolta e viene usato un complesso meccanismo con due braccetti (bilancieri), collegati all'albero a camme, che presenta oltre alla solita camma a forma di ovulo la camma complementare, comandando la valvola sia in apertura che in chiusura.
Il sistema attuale utilizza anche una molla che agisce sul bilanciere che chiude la valvola, in modo da garantire la perfetta chiusura della valvola a fungo.
Il vantaggi che questo sistema offre sono molti:
- Regimi di rotazione più elevati, rispetto ai motori con molle o con il più complesso e molto costoso sistema a "valvole pneumatiche", (tecnologia di derivazione Formula 1, portata in MotoGP, anche se con scarsi risultati, da Aprilia con la RSCube prima e Ilmor Engineering con la 4 cilindri 800 del motorista svizzero Mario Illien, con passato in F1, poi).
Questo perché il richiamo della valvola è preciso ed evita che ci sia un urto tra il pistone e la valvola, mentre con gli altri sistemi, si è limitati a rispettare la velocità di richiamo della valvola, dato che ad elevati regimi di rotazione si manifestano fenomeni di sfarfallamento (irregolare chiusura delle valvole, fuorigiri).
- Consumi più ridotti, questo vantaggio è molto lieve, ed è dato dal fatto che per azionare tale sistema si impiega molta meno energia, che andrebbe altrimenti assorbita dal motore.
- Prestazioni superiori, rispetto ad un equivalente motore con richiamo tradizionale delle valvole si può far funzionare un motore ad un regime superiore, il che se sfruttato a dovere permette d'avere una potenza superiore, data anche dal fatto che tale distribuzione assorbe meno energia dal motore. L'assorbimento dato dagli attriti tra gli elementi risulta inoltre essere proporzionale al numero di giri del motore, cosa che permette, a differenza di azionamenti tradizionali, minori perdite ai bassi e medi regimi.
Quindi non è casuale l'utilizzo del sistema "desmo" in motori motociclistici, che raggiungono tipicamente regimi superiori rispetto ai motori automobilistici.
È molto poco diffuso (produzioni di serie vengono fatte solo dall'italiana Ducati) in quanto si preferisce l'utilizzo del meccanismo con ritorno a molla per maggiori facilità di progettazione.
Attualmente Ducati usa la distribuzione desmodromica in tutta la sua produzione motoristica, oltre che nei motori da competizione (Superbike, MotoGp), finalmente con eccellenti risultati anche in MotoGp, dove la Desmosedici (4 cilindri a V di 90°, 16 valvole con comando desmodromico) ha dimostrato di essere la moto più potente del lotto dei concorrenti e soprattutto la meno assetata di combustibile, portando Casey Stoner alla vittoria nel campionato del mondo 2007.
Le moto della produzione ducati ed anche quelle che gareggiano in superbike utilizzano motori a due cilindri con la classica e storica posizione a V di 90°. In MotoGp sono necessarie necessarie pero’ potenze molto superiori e regimi di rotazione molto piu’ elevati.La ducati quindi (solo in MotoGp) utilizza motori 4 cilindri ma sempre a V di 90°, 16 valvole( 4 per cilindro).
Quest’ anno sono stati introdotti per la prima volta dalla Ducati anche il telaio ed il forcellone in fibra di carbonio ma questa e’ un’altra storia...





